Le cellule Staminali cordonali

In gravidanza

STAMINALI:  la scelta sempre più importante per un futuro sereno

I progressi ottenuti negli ultimi anni in campo scientifico hanno conseguito risultati davvero notevoli, rendendo sempre più concreto il ricorso a soluzioni atte non solo al mantenimento di un alto tenore di vita, ma anche alla cura di patologie fino a pochi anni prima considerate incurabili.

Nel settore medico, in particolar modo, uno dei campi di applicazione più promettenti è quello delle cellule staminali; non è un caso, infatti, che il premio Nobel 2012 per la medicina sia stato vinto proprio da due ricercatori in merito alle scoperte effettuate in tale ambito di studio.  Attualmente le cellule staminali che, grazie ai progressi ottenuti dalla comunità scientifica, offrono un più ampio margine di applicazioni e cure, sono quelle prelevate dal sangue del cordone ombelicale.

Queste sono definite cellule staminali  “adulte”,  presenti in quasi tutti gli organi e i tessuti degli esseri umani, e di conseguenza il loro utilizzo non comporta alcun problema né dal punto di vista medico né etico, come dimostra il grande appoggio sia della comunità scientifica che religiosa. Queste cellule si rivelano essere una forma terapeutica alternativa per curare gravi patologie del sangue, tra cui malattie tumorali e immunodeficienze, ma anche ereditarie come le anemie; tutto questo non solo nei pazienti adulti ma anche e soprattutto nei bambini.

Diventa sempre più importante, quindi, non solo la prelevazione di tali cellule, ma soprattutto la loro conservazione, in quanto queste rappresentano non solo una maggiore garanzia ma anche la certezza, in caso di bisogno e nei campi di applicazione possibili e in continua crescita, di una cura perfettamente compatibile.  Il loro ruolo diventa, quindi, ogni giorno sempre più importante; tuttavia ad oggi le informazioni disponibili dalla collettività su cosa siano esattamente le cellule staminali del sangue cordonale e sulle loro applicazioni sono ancora scarse.

Ecco quindi alcune delucidazioni in merito.

Cosa sono le cellule staminali? Perché sono preziose?

Le cellule staminali sono cellule non mature in grado di trasformarsi in cellule mature e specializzate di vari tessuti dell’organismo; sono preziose in quanto sono in grado di sostituire le cellule morte o non funzionanti o addirittura riparare tessuti qualora questi risultassero danneggiati. Per esempio, in un determinato tessuto possono rimanere in uno stato di immaturità, o trasformarsi in cellule specializzate qualora questo fosse danneggiato ed eventualmente ripararlo in quanto, da specializzate, possono rimpiazzare le cellule morte o non più funzionanti.

Che malattie si possono curare oggi con le cellule staminali?

Il numero di patologie curabili con le cellule staminali del sangue del cordone ombelicale si è ampliato notevolmente negli ultimi anni: ad oggi, infatti, è stata attestata la validità terapeutica di più di 80 patologie, che coinvolgono principalmente leucemie, linfomi, anemie, immunodeficienze e malattie metaboliche. Ma la sperimentazione clinica è in continua ricerca per il trattamento di altre gravi malattie quali:  paralisi cerebrale infantile, diabete di tipo 1, Sclerosi Multipla, distrofia muscolare ed altre.

Che differenza c’è tra conservazione ad uso autologo e conservazione ad uso eterologo? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle due soluzioni?

Con la conservazione ad uso autologo le cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale sono destinate al neonato a cui appartiene il cordone o eventualmente, dove richiesto, ad un suo familiare, con ottime possibilità di compatibilità tra i due soggetti. I vantaggi sono la compatibilità totale delle cellule staminali tra donatore e ricevente (poiché sono lo stesso individuo), alcun rischio di materiale infetto, e l’immediata disponibilità delle cellule in caso di bisogno.  Gli svantaggi sono determinati solo dal numero delle staminali, che in alcuni casi potrebbe essere insufficiente per la buona riuscita del trapianto poiché a tal fine è necessario che ci sia un ben determinato numero di cellule per chilogrammi del paziente, ma in ogni caso ciò viene verificato prima della conservazione stessa, per garantire la completa utilizzabilità in caso di bisogno. Con la conservazione eterologa, invece,  le cellule vengono lasciate ad una banca pubblica e pertanto non si ha più alcun diritto su di esse.  I vantaggi sono determinati dalla possibilità di curare alcune malattie genetiche, dove l’unica opportunità terapeutica allo stato attuale è un trapianto da donatore non affetto dalla malattia genetica in questione. Gli svantaggi sono legati ai problemi di rigetto, alla grande difficoltà di trovare un donatore compatibile, al rischio di incappare in materiale non ben analizzato e ai tempi di attesa che possono essere lunghissimi.

Esistono attualmente degli studi clinici dedicati alle staminali del sangue cordonale?

Esistono evidenze scientifiche di studi clinici sia per trapianti di cellule autologhe che eterologhe per alcune delle 80 patologie sopra descritte, mentre ci sono risultati preliminari su studi clinici di cellule autologhe e diabete mellito di tipo 1 o di cellule autologhe in casi di danni cerebrali neonatali.

Per quanti trapianti può essere utilizzato il campione raccolto?

Dipende dal numero di cellule staminali estratte e da quelle utilizzate in un primo trapianto ma anche qui la ricerca va avanti e sono già avviati studi clinici sulla possibilità di replicare le cellule e quindi aumentarne notevolmente l’utilizzo.

 

>> Tratto da GENETICA MEDICA 26.11.12